LORENZOSPEED* interviews KASADANZA

LORENZOSPEED* intervista KASADANZA

 

1 ) Quali sono gli obbiettivi della Tua / Vostra scuola ?

Grazie di questa opportunità. Parlare della scuola di danza è sempre un piacere. Mi chiamo Selenia Mocellin, e dal 2003 dirigo Kasadanza associazione sportiva dilettantistica con sede a Rosà.                                                                          Fin dall’inizio è stato chiaro che uno degli obbiettivi era costruire possibilità. Possibilità di crescita, di formazione artistica, atletica e umana. Per me, per noi la scuola di danza è un luogo di incontro, di scambio, di apprendimento e di sperimentazione. La danza può essere per tutti un modo di entrare in relazione con sé stessi. Per alcuni una scelta di vita. Rispondere a questa duplice necessità è l’obbiettivo principale mettendo a disposizione occasioni di formazione, spettacolo, confronto proporzionate all’età, all’esperienza ed alla richiesta dei nostri associati.

 

 

Punti di forza

2 ) Quali sono i punti di forza della Tua / Vostra scuola, e ciò che la caratterizza principalmente ?

 

La nostra scuola, Kasadanza, è nata da subito come associazione. Per raggiungere gli obiettivi che ci guidano è necessario unire le sinergie : ciascuno mette a disposizione il meglio di ciò che è ! Oggi Kasadanza infatti conta su una squadra di professionisti diversi tra loro e motivati a conseguire i traguardi che via via ci poniamo. Questo è il vero motore di Kasadanza. E vorrei nominarli tutti … in ordine alfabetico. Quindi … Jessica Beltrame ( propedeutica ), Beatrice Bresolin ( corpo in relazione ), Serena Dussin ( hip hop ), Mattia Guarise ( hip hop ), Migena Ibrahimila nostra vicepresidente ( danza classica ), Naomi Marini ( pilates ), Silvia Sessi ( danza contemporanea ). Questa è la squadra di insegnanti che ho l’onore di guidare, ma altri componenti fondamentali sono la nostra segretaria Daniela Zilio e il nostro light designer  e video maker  Simone Sonda Gimoz che lavorano dietro le quinte perché tutto funzioni.

La nostra eterogeneità mette a disposizione degli allievi, più linguaggi, ma la comunanza di ideali fa si che tutto si coniughi in unico percorso al quale gli allievi possono attingere secondo talenti e necessità.

 

 

Vita della scuola di danza

3 ) Saggi, performance, eventi, workshop, rassegne ? Vita di una scuola di danza.

Raccontare la vita tipica di una scuola di danza è come raccontare una biografia, nessuna è uguale ad un’altra.

Per quel che ci riguarda la cosa che ci interessa è offrire la possibilità di scegliere un percorso quanto più possibile su misura che può essere specializzata in una delle nostre discipline, cioè classico , contemporaneo o hip hop oppure racchiuderle tutte.

Alle lezioni settimanali si aggiungono i laboratori annuali sempre tenuti dagli insegnanti interni che approfittano di questo spazio per fare proposte didattiche diverse da quelle delle normali lezioni.

A queste proposte di formazione interna si aggiungono le occasioni di studio con gli ospiti esterni che portano la loro esperienza ai nostri allievi, aprendo nuove possibilità di esplorazione.

Ma le normali lezioni o la formazione con gli ospiti non avrebbero senso senza il palcoscenico, per questo cerchiamo di offrire quante più opportunità possibili di andare in palco sia in teatro che in urbana. Appuntamenti fissi sono lo spettacolo di Natale, la rassegna delle scuole di danza, in primavera, che vede coinvolte alcune delle scuole del territorio con cui siamo in relazione ed il saggio di fine anno costruito su due serate. Una che vede coinvolta tutta la scuola e una che coinvolge solo i corsi intermedi e superiori di contemporaneo e hip hop e a volte degli artisti esterni, a volte coreografi a volte musicisti o cantanti a seconda delle necessità dello spettacolo. Ultimo appuntamento del calendario, la performance finale del campus intensivo di luglio.

A questi appuntamenti fissi si aggiungono tutte le occasioni che via via si presentano e che sono sempre il frutto di collaborazioni col territorio o con artisti di varia natura.

 

And then ?

4 ) … e dopo la scuola di danza ?

Questa domanda richiede decisamente una risposta lunga perché le persone e le esperienze che costituiscono la risposta meritano il giusto spazio.

La scuola di danza è come un utero dove un danzatore nasce e cresce, ma come per tutte le nascite il cordone ombelicale non può restare attaccato per sempre. E’ bene che il pulcino spicchi il volo ma per farlo deve aver assaporato il gusto di un volo che è certamente pieno di incognite, ma con il profumo della libertà !

Ciò che può offrire una scuola di danza da sola non è sufficiente a raggiungere questo obbiettivo. E’ bene appoggiarsi a realtà più grandi.

Nel nostro caso uno dei punti di riferimento più importanti è certamente Opera Estate Festival Veneto, uno dei maggiori festival d’Italia, da 40 sul territorio bassanese.

Da oltre 10 anni Bassano è diventato un polo internazionale per la danza e fucina di talenti in particolare  per la danza contemporanea. E’ sede di una delle case della danza all’interno di un network europeo. Per noi è l’occasione preziosa di vedere spettacoli, incontrare artisti, partecipare a residenze coreografiche. Inoltre le esperienze di formazione sono offerte gratuitamente ! Deus ex machina del settore danza è Roberto Casarotto che ha saputo e sa vedere distante.

Una seconda realtà decisamente figlia della prima è la rete Nolimita-C-tions, un network di insegnanti di danza contemporanea, del territorio vicentino, tra le quali da più di 10 anni si è sviluppato un percorso di condivisione professionale e umana in una stessa visione della danza fatta di sperimentazione, scoperta e apertura in cui ciascuna apporta le proprie peculiarità : Tiziana Bolfe, Lucy Briaschi, Giovanna Garzotto, Michela Negro, Barbara Todesco e la sottoscritta. La rete offre formazione ai giovani e giovanissimi danzatori del territorio, crea occasioni di performance nell’ottica dell’incontro, per superare i confini delle singole scuole.

Dico che questa realtà è figlia del festival perché ci siamo incontrate e conosciute tutte all’interno del festival, tra un evento ed una classe.

Infine ultima solo di età è la collaborazione con la realtà bolognese Compagnia DNA / Alma PRO. Il ponte con Bologna è fatto di un’amicizia nata d’istinto con Elisa Pagani, fondatrice e direttrice della compagnia ed oggi direttrice artistica dei progetti di formazione di Alma Studios, centro per la formazione e lo sviluppo delle arti performative, che ha intuito la potenzialità di una sinergia con Elisa e i suoi danzatori e ha creato un luogo prezioso per chiunque voglia fare di questo lavoro una professione. Elisa è letteralmente di kasa. Abbiamo l’onore di essere tra le sedi delle audizioni e co-organizzatori di eventi. Un’incredibile spinta a dare il meglio di noi per meritare tanta fiducia !

 

La cosa meravigliosa è che quanto offerto da queste realtà non è un bene solo per chi diventerà un professionista. Studiare in modo approfondito con persone provenienti da tutto il mondo all’interno di realtà come queste,  è prezioso ed inestimabile anche per chi  decide di farlo per pura passione e ne porterà con sé le tracce per sempre !

 

 

Story & link

5 ) Descrivi ai lettori la Tua / Vostra storia artistica e/o approfittane di questo spazio per lanciare un messaggio a cui tieni particolarmente o che senti di dover comunicare riguardo al Vostro percorso.

La nostra storia alle sue origini è senza dubbio uguale a quella di molte altre : è nata da un’intuizione ed un desiderio e concretamente da un gruppetto di persone che si sono fidate del futuro e hanno lavorato. Pian piano è cresciuta, ha messo radici ed oggi vede crescere rigogliosi i suoi rami grazie a chi si è aggiunto e ha dato il proprio prezioso ed originale contributo e tuttora continua ad investire tempo e competenza in questo progetto. Se possiamo dare un messaggio credo che ciò con cui concordiamo tutti è che la danza è uno spazio aperto anche a chi non vuole fare il danzatore e che sempre di più lo spazio del corpo è necessario per chiunque per restare connessi con sé stessi in un’epoca in cui siamo continuamente sottoposti a velocità, visibilità, multitasking, proiezione sul domani … lo spazio del corpo è lo spazio del presente, del qui e ora, della riconversione … tutti dovrebbero poter praticare danza, fin da bambini come uno strumento in più per la propria formazione.

 

 

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