PAUL VAN DYK

Questo articolo lo dedico a Paul Van Dyk, colui il quale da quasi 20 anni mi ha fatto innamorare della musica Trance, quel genere musicale che, a differenza di tutti gli altri appartenenti alla cosiddetta musica elettronica, è vivo e vegeto nonostante sia sulla cresta dell’onda da quasi 30 anni. E’ la magia di questo filone musicale che ha il pregio inconfondibile di unire la potenza della Techno alla melodia, dando così origine alla Trance. In molti hanno provato a denigrare questo genere, a farlo scomparire, a metterci i piedi in testa, ma la magia della Trance è proprio la passione dei suoi ascoltatori, detti Trancers, che si fanno il giro del mondo per poter seguire i loro beniamini, per condividere momenti di magia/emozione/passione che queste note così melodiche fanno provare a chi le assapora. Ma torniamo a Paul. A fine febbraio di questanno, durante l’Asot festival del grande Armin Van Buuren, ad Utrecht, il buon Paul, per salutare dei fan dal palco, cade da un’altezza di oltre 4 metri, mettendo a rischio la sua vita stessa e restando ferito gravemente ma fortunatamente vivo. Dopo pochi mesi di riposo obbligato, il buon Paul è tornato a suonare la sua musica in giro per le consolle di tutto il mondo, e a far tornare il sorriso a tutti i suoi fans sparsi per tutto il pianeta. Paul è sinonimo di positività, porta un tocco di allegria, simpatia e felicità ovunque va; la sua storia parla per sè, è da quasi trentanni che delizia i clubbers di tutto il mondo con le sue performances, non si nega mai alle foto con i fans, ci mette sempre passione e porta esempi positivi ai giovani, cosa che purtroppo, e lo dico da deejay, non sempre i nostri colleghi fanno, anzi. Lui invece con il suo recupero lampo, nonostante la rottura di diverse vertebre, ha dimostrato una volta ancora a tutti, che la passione porta a fare cose meravigliose, a recuperi prodigiosi, ad andare aldilà dei propri limiti. Non tutti lo sanno, ma Paul Van Dyk è l’unico deejay che è stato per 13 anni consecutivi nella top ten mondiale dei deejay, arrivando addirittura due volte consecutive primo. Uno dei pochi deejay/producer che, nonostante qualche produzione un pò + orecchiabile e – Trance, non ha mai abbandonato il genere musicale che lo ha consacrato a livello mondiale, con l’indiscusso disco storia ‘For An Angel’. Tra le tante cose belle da ricordare al suo attivo c’è il disco ‘We are one’ diventato colonna sonora dell’annuale festa di Berlino, a celebrazione della caduta del muro, dove ‘We are one’ sta per ‘siamo una cosa sola’, un’unica entità, eine einheit 😀
Che dire, lunga vita a Paul Van Dyk, alla Trance, e alle emozioni positive che ci fanno pulsare il cuore + forte e vivere meglio 😀
LORENZOSPEED*
Nelle foto sotto, io & Paul Van Dyk a Manchester ( Uk ), a San Biagio di Callalta ( Treviso ) e ad Izola ( Slovenia )
 
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